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Lettera personale del Presidente A&C sulle assemblee in periodo di COVID-19

Amico Associato e collega,

in qualità di Presidente Nazionale A&C Associazione, mi sento in dovere di condividere con te quanto sta succedendo riguardo a ciò che più ci avvicina la gestione del condominio e delle assemblee in questo periodo di Coronavirus. Alcune Associazioni di categoria si sono improvvisate “master” nella gestione situazione, hanno improvvisato un tavolo rotondo con il tentativo di emanare linee guida e come sempre in Italia accade la confusione regna sovrana.

La tematica più importante sulla quale dobbiamo consultarci è quella relativa alle assemblee condominiali in questo particolare momento di confusione e “lasciapassare cartacei” che ogni tre per due hanno influenzato gli ultimi 70 giorni.

Il Decreto Legge del 16 maggio 2020 n. 33, all’art.1, comma 8, cita: “È vietato l’assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e fieristico, nonché ogni attività convegnistica o congressuale, in luogo pubblico o aperto al pubblico, si svolgono, ove ritenuto possibile sulla base dell’andamento dei dati epidemiologici, con le modalità stabilite con i provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020.

L’art.1, al comma 10, stabilisce che: “Le riunioni si svolgono garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Ricordiamoci comunque il recente Decreto non ha eliminato la voce dei divieti inerenti agli assembramenti. Detto ciò, questo è il primo segnale di altolà alle assemblee fin tanto che non vi sia una disposizione normativa chiara riguardante specificatamente le assemblee condominiali, le quali, a parer del comitato Tecnico Scientifico di A&C, non dovrebbero essere assimilate per analogia alle riunioni, poiché trattasi di situazioni differenti.

Convocare oggi un’assemblea condominiale dovrebbe far pensare ai “limiti” di una convocazione nel rispetto delle norme contenute nel D.Lgs 220/2012. Ecco perché in questo momento la situazione analizzata ci impone di riflettere su:

  1. Non tutti i condomini vivono nella stessa regione, magari hanno la seconda casa nel condominio dove pensate di indire / convocare l’assemblea ma l’impossibilità degli spostamenti interregionali sino al 3 giugno, invaliderebbe la possibilità per il Sig. “Rossi” di poter partecipare all’assemblea
  2. I soggetti che presentano o uno stato di salute precaria, o sono anziani (categoria a rischio), o che presentano sintomi influenzali non possono assolutamente prendere parte all’assemblea;
  3. È stato constatato che lo spazio necessario per ogni partecipante dovrebbe essere tra i 5 e i 7 metri quadrati; va da sé che l’amministratore dovrebbe scegliere un luogo idoneo per contenere tutti i partecipanti all’assemblea, garantendo la distanza interpersonale e la sanificazione dell’ambiente prima e dopo l’assemblea;
  4. L’amministratore, prima di convocare l’assemblea, ha il dovere di accertarsi che tra i condòmini non vi sia personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità, poiché le riunioni in questi particolari casi sono sospese.
  5. L’amministratore con l’atto della convocazione deve informare i condomini delle precauzioni prese per lo svolgimento dell’assemblea? Sono sufficienti le informazioni dei mass-media oggi sulla bocca dei più?

Alla luce di quanto sopra l’Amministratore di Condominio, nel convocare l’assemblea, andrà incontro ad importanti responsabilità personali e professionali, esponendosi anche economicamente in caso di contagio da parte di qualche condomino, che, diciamocelo pure chiaramente e una volta per tutte, nessuno sarà mai in grado di stabilire dove e quando il Sig. “Rossi” ha subito il contagio.

In conclusione, quindi, considerando attentamente i limiti e le eventuali conseguenze sopra esposti, A&C Associazione, suggerisce ed invita tutti gli Associati ad astenersi, per il momento, dal convocare assemblee, considerata l’assenza di più precise disposizioni legislative e tenuto conto delle gravi responsabilità che incombono sull’Amministratore, in caso di contagio.

Inoltre, riteniamo opportuno anche spendere due parole a quanti mi hanno chiesto delle assemblee a distanza visto l’avvento dello smart-working . Non è la stessa cosa! l’assemblea di condominio, momento di confronto collegiale e di decisioni prese a mezzo del confronto diretto tra i partecipanti alla comunione ha regole e metodi ben precisi e chiari che tutti gli amministratori professionisti iscritti ad A&C Associazione ben conoscono. Sconsigliamo quindi anche lo svolgimento delle assemblee a distanza, data la mancanza di una normativa ad hoc che possa tutelare totalmente l’Amministratore e garantire ai condomini l’autenticità dello svolgimento e delle delibere.

Di qualche settimana fa la mia personale richiesta al ministero di avere maggiore chiarezza e definizione della questione

 

 

Il Presidente Nazionale A&C Associazione
Dott. Giuseppe Dal Degan